Dagli anni '70 ci troviamo a vivere, e ad agire, in un sistema dell'arte post-rivoluzionario. Secondo Hegel, tutte le società post-rivoluzionarie hanno una caratteristica in comune: danno per scontati obiettivi, comportamenti e strategie razionali e per questo pretendono da tutti spiegazioni, motivazioni e pianificazioni precise, per le quali gli individui devono assumere piena responsabilità.
E' evidente che il sistema dell'arte contemporanea funziona appunto secondo queste regole. La pretesa di un singolo artista che la sua opera sia imprevedibile (dettata da un'ispirazione divina, una manifestazione incontrollata del suo genio innato, la negazione totale di tutto quanto fatto finora) non viene presa sul serio e classificata come "puro snobismo".
(Boris Groys, Mymesis des denkens, 2004, traduzione mia)
anche mia moglie è post-rivoluzionaria, accidenti.