L'altra sera, mentre, in diretta planetaria, arrivavano da Los Angeles i premi Oscar, stavo leggendo questo:
"Una volta mi piaceva questa città (...) Tanto tempo fa. Allora c'erano due file di alberi lungo il Wilshire Boulevard. Beverly Hills era un paesotto di campagna. Westwood era un gruppo di colline, i suoi lotti di terreno erano in vendita per millecento dollari l'uno, e nessuno li voleva. Hollywood era un gruppo di case di legno, lungo la linea del tram interurbano.
Los Angeles era un enorme agglomerato di brutte case, asciutto e pieno di sole, senza stile e senza eleganza, ma bonario e tranquillo. Aveva il magnifico clima di cui si blatera tanto oggigiorno. La gente dormiva fuori la notte, sotto il portico. Le conventicole che si ritenevano intellettuali la chiamavano l'Atene d'America. Non lo era, ma non era nemmeno un bordello illuminato al neon".
Raymond Chandler, La Sorellina, 1948