oggi, vent'anni fa, moriva andrea pazienza. il giorno del suo funerale -mi dicono- pioveva forte come in questi giorni.
maria letizia gabriele, che è stata sua amica fin dall'infanzia, ci regala questo suo disegno inedito.
la storia di pazienza, del suo successo (la straordinaria fortuna dei suoi disegni) e della sua sconfitta (l'eroina che dopo un lungo inseguimento lo uccide) sembra riassumere, vista da lontano, da oggi, quella di tutta una generazione.
se ci penso mi vengono in mente la rabbia e la dolcezza, il desiderio di dire, il delirio d'onnipotenza, la ricerca di nuove forme di espressione fuori dalle gallerie (fumetti, pubblicità, murales), il movimento del '77, il dams di bologna, la droga: c'è proprio tutto.
la sua opera più matura e convincente è "pompeo" (auto-)biografia di un'eroinomane, ma oggi bisogna sforzarsi di ricordare anche le sue pagine meno crudeli, quelle dove si sente la fiducia nelle proprie capacità, la gioia del disegnare. i veri artisti sono generosi: fanno, e ci basterebbe, ma loro continuano, aggiungono, ancora e ancora.
la vera domanda è: chissà dove sarebbe arrivato, quanto avrebbe aggiunto, se non fosse morto a 32 anni.
ps: oggi se ne occupa (bene) anche repubblica tv.
Ho ancora davanti agli occhi quel tratto che in pochi istanti componeva il disegno... disegno che ci aveva poi fatto tanto ridere...
Risale al tempo dei giochi, in uno di quei pomeriggi che trascorrevamo a raccontare storie inventate...
Vorrei ringraziare Andrea per avere attraversato la mia vita.